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PROSERPINA

Un film di Federico Tocchella —- TRAILER 1 ——

 
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"Per molte notti Eros e Psiche bruciarono la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto; Psiche era legata da una passione che le travolgeva i sensi. Ma la giovane non conosceva l'identità del suo amante, le era vietato di vederlo, altrimenti lo avrebbe perso."

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"Plutone, Re dell'Ade, risalì sulla terra per cercare compagnia.
Vide la bella Proserpina e se ne innamorò perdutamente.
La rapì trascinandola con sé negli inferi."

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L’ISPIRAZIONE

E’ la curiosità verso l’arte e in particolare l’incontro con la scultura antica a dar vita a questa storia.

Le suggestioni della favola di “Amore e Psiche” con il suo amore ideale e la forza travolgente della scultura de “il Ratto di Proserpina” di Bernini nella sua ambiguità tra violenza, armonia dei corpi e sensualità, sono il mezzo attraverso il quale la memoria, la sensibilità e la fantasia riprendono vita, facendo emergere emozioni incomprensibili, immagini e conflitti interiori che possono anche far paura, ma che chiedono di essere esplorati.


L’AMBIENTAZIONE

La città come rappresentazione di un mondo interiore all’interno del quale perdersi e avventurarsi.

Un luogo senza punti di riferimento, edificato in modo non razionale, dove le strade non sono mai dritte e mai perpendicolari tra di loro, come anche gli antichi edifici.

Un luogo dove la memoria dell’essere umano scorre visibile e percepibile nella stratificazione e nell’intreccio millenario dei materiali di cui è costituito. Come fosse una foresta dove le antiche radici di marmo s’intrecciano con le cortecce di cotto e tufo e dove la natura, libera e indisturbata, si arrampica per raggiungere le verdi e rigogliose terrazze.

Una città dove l’arte e la storia, il passato e il presente, si fondono tra loro in un caos armonioso, libero e incontrollabile: Roma.

 

 

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LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE - “la massa e il colore”

Immergere le mani nella materia informe e inanimata per dar vita ad un movimento interiore incomprensibile.
Immergere le mani nell’oscurità per cercare di trasformare una paura, un’impossibilità, in un’idea.
Vivere il rapporto fisico con l’arte, quello sconvolgimento interiore che spinge alla ricerca e alla comprensione della forza travolgente che emerge dalla fusione della mente con il corpo e che si materializza nell’opera d’arte.

Tutto questo è quello che ho cercato di rappresentare attraverso un lavoro complesso di animazione sperimentale dell’argilla, fuso con il movimento di corpi umani, dove il buio e la luce si contrappongono, così come l’incertezza di una massa animata astratta si contrappone alla certezza della linea.
Intorno a questa ricerca ho creato un mondo, espressione dei vissuti interiori del personaggio, dove la realtà e la fantasia coesistono e si fondono tra loro.

 

 

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